Napoli, 26 mag 2015 – Non piu’ semplici “pizzaioli”, ma veri e propri “chefs” della pizza. Sono i venti pizzaioli che si sono visti insignire della fascia azzurra di Discepoli del grande chef francese Aguste Escoffier nell’ambito della tre giorni di Tuttopizza, primo salone internazionale dedicato esclusivamente ai professionisti del settore, che si e’ concluso ieri alla Mostra d’Oltremare di Napoli. Fino ad oggi il titolo era stato attribuito solo ai cuochi impegnati nella “trasmissione della conoscenza, nel rispetto per la cultura e l’evoluzione perpetua della cucina”. E’ la prima volta, nella storia della gastronomia, che viene conferito anche ai pizzaioli.
A consegnare i simboli distintivi dell’associazione d’oltralpe sono stati Bernard Jaunet, segretario internazionale dell’Ordine dei discepoli di Augugust Escoffier, il segretario nazionale, Antonio Torcasso, il presidente, Francesco Ammirati, il delegato della Campania, Nicola di Filippo e il segretario regionale, Felice Franzese. Oltre ai venti pizzaioli, fra cui un giapponese, due riconoscimenti speciali sono andati a Sergio Miccú (presidente dell’Associazione Pizzaiuoli napoletani e organizzatore dell’expo’ con Raffaele Biglietto di TicketLab) e ad Antimo Caputo, intronizzato con la fascia azzurra come Amico dei Discepoli di Escoffier per l’enorme valore svolto nel portare il buon nome della pizza italiana nel mondo. Tra le iniziative promosse nell’arco di tre giorni, una competizione tra i team di 15 piazzaioli provenienti da tutta Italia che ha decretato la vittoria della squadra della pizzeria partenopea Lucignolo, guidata da Giuseppe Celio e composto da Raffaele Orrico, Antonio Genovesi, Cristian Plataino e Raffaele Matteo. Al secondo posto si e’ classificata un’altra pizzeria npaoletana, “‘A figlia do marenaro”.
Il terzo posto, invece, e’ stato assegnato ai giovani della Scuola di formazione professionale, CFF di Melito. Ogni team ha proposto due pizze diverse utilizzando prodotti del territorio, che potevano andare dalle tradizionali alle creative o alla cottura in teglia. Molti si sono concentrati sulla margherita e sulla marinara, attenendosi al disciplinare dello Stg, nato proprio dall’Associazione Pizzaiuoli napoletani.
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