14:51, Lunedì 21 Maggio 2018 AGI Globale Cronaca cod. R010279 2593 car.

Pizza: esperti settore, bene tutela Unesco ma si fa confusione 
(AGI) – Napoli, 21 mag. – Un grande successo per gli addetti ai lavori, di cui pero’ manca ancora una ricaduta, mentre regna ancora tanta confusione tra i diretti interessati e tra i consumatori. Sembra questa la situazione a quasi sei mesi dal riconoscimento da parte dell’Unesco dell’arte del pizzaiolo napoletano come patrimonio dell’umanita’. Per tre giorni nel capoluogo campano si riuniscono gli operatori del settore per la terza edizione di Tuttopizza. Tra gli stand del salone internazionale, oltre ai classici profumi, si respira l’orgoglio di un traguardo rincorso per anni e finalmente raggiunto. “Il pizzaiolo sembra un mestiere intramontabile – sottolinea l’ideatore della fiera, Raffaele Biglietto – il riconoscimento dell’Unesco ha dato una spinta ulteriore da questo punto di vista”. Per il presidente dell’Associazione pizzaioli napoletani, Sergio Miccu’, “sei mesi sono un tempo troppo breve per vedere dei cambiamenti, ma sicuramente la nostra e’ una figura che nel tempo e’ cambiata dal punto di vista culturale”. Per il momento e’ questo l’unico segno tangibile perche’, fa notare Miccu’, “vedo ancora molta confusione, sia tra i pizzaioli che tra i consumatori. Si parla di ‘pizza Unesco’, ma e’ l’arte che e’ stata tutelata. Per questo a settembre lanceremo una manifestazione con il Comitato Unesco per discuterne e per pianificare ulteriori iniziative che diano risalto e chiarezza a questo riconoscimento”. Sulla stesa linea Umberto Fornito, storico pizzaiolo di Frattamaggiore, a pochi chilometri da Napoli, eletto Campione del mondo per il 2018 a Las Vegas. “E’ difficile far capire che e’ stata premiata un’arte – ragiona – non e’ un riconoscimento al prodotto ne’ esclusivamente a Napoli, perche’ ci sono tanti colleghi di altre citta’ o nazioni che fanno un’ottima pizza. Occorre informare di piu’, spiegare meglio alla gente e promuovere eventi divulgativi. Non si puo’ neanche pensare di sfruttare questa conquista culturale per vendere qualche pizza in piu'”. Piu’ ottimista Gabriele Rotini, responsabile nazionale Cna Alimentare, che ha presentato un’indagine sul settore, con dati per la prima volta scorporati da quelli generali della ristorazione. “E’ un riconoscimento sostanziale per due ordini di motivi – riflette – si mette in luce l’artigianalita’ e, partendo la richiesta dal nostro Paese, si dichiara di fatto che la pizza e’ Italia. Basti pensare che negli Usa in molti la pensano come prodotto americano, proprio perche’ e’ mancato finora un collegamento diretto”. (AGI) Na4/Lil